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Business e Covid-19: attività che potrebbero uscire rafforzate dall’epidemia

871 430 Gianluca Giordani

LA TERRIBILE PANDEMIA DI CORONAVIRUS E LE OPPORTUNITÀ NATE E RAFFORTATESI NELL’EMERGENZA

Vivevamo in un mondo globalizzato e connesso, dove persone e merci e denaro viaggiavano con la stessa facilità delle informazioni e delle connessioni sui social network.
Un mondo frenetico e sempre in movimento, dove era considerato quasi un reato l’avere del tempo per riflettere ed interrogarsi sui modelli della nostra società e su quello che abbiamo costruito, come individui e collettività.

Quel mondo, come lo conoscevamo, è stato per il momento messo in ibernazione.
L’attenzione di tutti è ora concentrata su provvedimenti, aggiornamenti (purtroppo) su morti ed infetti, su aziende e Pubbliche Amministrazioni che adottano lo smartworking e su immagini di strade e città vuote. Se questo non bastasse, a rendere pensierose le nostre giornate di quarantena intervengono le borse, i mercati e i negozi chiusi sotto casa: ci ricordano che questa pandemia ha attaccato anche e soprattutto le economie. L’OCSE ha recentemente ribadito che l’epidemia di Coronavirus – Covid-19 è “La più grave minaccia all’economia globale dalla crisi del 2008“.

Come in tutte le crisi, ci sono imprese e settori in grossa difficoltà, ma anche business che da questa inaspettata situazione di portata mondiale stanno traendo benefici.
A scanso di equivoci, ci teniamo a sottolineare che non si tratta in alcun modo di sciacallaggio, ma di imprese che registrano un aumento sensibile dei fatturati proprio per la peculiarità dei settori in cui operano.
Business e Covid-19: quali attività potrebbero trarre vantaggi dalla pandemia da Coronavirus?

BIOTECH, DISPOSITIVI SANITARI E PRODOTTI PER L’IGIENE

Il settore delle biotecnologie e della farmaceutica è sicuramente quello più in voga, soprattutto per la corsa “miliardaria” al vaccino e a metodi per contrastare la diffusione del Coronavirus o mitigarne gli effetti sulle persone affette.

Poche settimane fa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato i leader di sette grandi player quotati in borsa dell’industria farmaceutica e biotech – noti come “Big Pharma” – che hanno spiegato tempi e percorsi seguiti per individuare cure e vaccini. Inutile dire come gli investitori abbiano risposto positivamente a questi programmi, con conseguente vantaggio per i titoli in borsa del settore.

L’igiene personale è un altro ambito in cui si registrano crescite molto alte, al di là delle operazioni speculative che qualcuno attua, specialmente nella piccola distribuzione.
Amuchina e gel per le mani, così come mascherine e guanti: tutti prodotti che hanno visto un’impennata della domanda per poter contrastare in nemico Coronavirus.
L’Antitrust ha dovuto avviare un’indagine su commercio on-line e caro dei prezzi, date le numerose segnalazioni da parte delle associazioni dei consumatori. Inoltre è dovuta intervenire anche per monitorare la pubblicità di alcuni marchi inquadrati come dispositivi medici, in quanto è illegale promuovere tali prodotti come dispositivi igienizzanti.
Per questi player più vicini al settore farmaceutico e biotech, però, la crescita di ricavi non sarà infinita: i prodotti da “psicosi”, come gel e mascherine, verranno infatti sostituiti da misure di prevenzione.
Vi sono, inoltre, società che orbitano nel campo del Med Tech che stanno registrando utili notevoli: sono quelle che connettono medici e pazienti online; in altre parole, la telemedicina.

Per approfondimenti leggi ancheMED TECH – COSA È E COME FUNZIONA QUESTO SETTORE DI INNOVAZIONE 

FOOD DELIVERY E GDO

Si registrano risultati molto positivi anche per i business che operano nella consegna di beni di prima necessità a domicilio.
Essi riguardano sia servizi digitali di consegna cibi caldi, come Deliveroo o Glovo, sia quelli di consegna della spesa a casa. Ciò è chiaramente riconducibile alle misure restrittive adottate per contenere il diffondersi dell’epidemia, che hanno costretto le persone a trascorre la maggior parte del tempo tra le mura domestiche e creato, inevitabilmente, code nei supermercati.

Inoltre in Italia, prima della restrizioni introdotte dal’8 marzo, l’unico modo per i ristoranti di tenere la cucina funzionante anche dopo le 18:00 è stato adottare il take away. Con la chiusura al pubblico ristoranti ed esercizi commerciali, il settore della ristorazione ormai guarda alle piattaforme di food delivery per dare continuità alla propria attività, tutelare l’indotto occupazionale e assicurare ai cittadini un servizio adesso più che mai utile.

Qualora il trend di queste settimane dovesse essere confermato, Deliveroo (con circa 9 mila locali in Italia) chiuderà il mese di marzo con un aumento del 40% del numero dei ristoranti che hanno deciso di fare il proprio ingresso rispetto alle previsioni di inizio anno, prima cioè della pandemia del Coronavirus.

Per approfondimenti leggi ancheFOOD TECH: COSA È E COME SI STA EVOLVENDO IL SETTORE

E-ENTERTAINMENT E STREAMING

Netflix e altre società che offrono servizi di streaming, secondo gli analisti, stanno ottenendo dei vantaggi dalla permanenza delle persone nelle proprie case per il Covid-19.
Tanto per fare un esempio, da febbraio a inizio marzo, il titolo Netflix è salito di quasi il 6%, con un picco del +12,5% al 18 febbraio; e ancora, a quella data, non c’era stato il lockdown in nessun Paese europeo.
Tuttavia, non tutti gli operatori e gli analisti di settore concordano che questo sia un bene per le aziende che offrono servizi di streaming ed in particolare per Netflix.
Come suggerisce un interessante articolo su Forbes, infatti, nel medio e lungo periodo anche il business di Netflix potrebbe risentire negativamente degli affetti del Coronavirus.
Innanzitutto, Netflix addebita un importo fisso al mese e non trae alcun vantaggio economico da ulteriori ore di visualizzazione da parte dei suoi abbonati.
In secondo luogo, gli abbonamenti offshore di Netflix e la crescita dei ricavi sono sempre più a rischio a causa della diffusione di Covid-19 perché lo streaming a pagamento diventerebbe un lusso in un momento in cui gli stipendi potrebbero essere bloccati per molti abbonati.
La qualità dei video, inoltre,  potrebbe essere peggiore per alleggerire il traffico su Internet come richiesto dalla Commissione Europea (per facilitare smart working e lezioni online).

SERVIZI PER LO SMART WORKING

Smart working: cioè il lavoro agile, svolto nella propria abitazione o comunque fuori da un ufficio tradizionale. È la soluzione immediata e temporanea (ma chissà…) all’impossibilità di garantire negli uffici e nelle sedi aziendali la distanza minima di sicurezza imposta per arginare il contagio del Coronavirus.

Lo smart working è stato, in verità, una scoperta per tanti lavoratori italiani. Da un’analisi condotta da Eurofond e Ilo, risulta che nel 2017 in Italia solo il 7% dei lavoratori ha avuto accesso allo smart working, mentre nel 2018 solo il 58% delle grandi imprese e il 24% delle piccole e medie ricorre al lavoro agile. Appena il 9% delle Pubbliche Amministrazioni.
Nonostante qualche problema iniziale dovuto all’inesperienza, lo smart working anche in Italia oggi è una realtà.
Peccato si sia dovuto aspettare un momento di crisi per attuarlo secondo la normativa.
Per metterlo in pratica molte aziende hanno hanno adottato soluzioni in cloud e altri servizi di condivisione del lavoro utili nel project management e nel team management. G Suite, Slack, Zoom Video ed un numero infinito di tool per le diverse esigenze aziendali e di video conferenze per le imprese, stanno dando una mano a fare andare avanti, per quanto è possibile, l’economia del nostro Paese (e man mano che il virus avanza, del mondo intero).

eLEARNING

Nonostante la chiusura delle scuole e delle università a causa dell’emergenza coronavirus, l’istruzione in Italia non si è del tutto fermata grazie all’ adozione di sistemi di e-learning per creare classi virtuali e la condivisione di materiale didattico. Dalle elementari alle medie alle scuole secondarie, fino ad arrivare alle università.
Servizi per l’eLearning, piattaforme per la creazione di classi virtuali e la condivisioni di materiali, ma anche corsi già disponibili online, sono necessari per tenere impegnati in maniera attiva soprattutto i più giovani.

E nel settore startup? Quali conseguenze con il Coronavirus?

Abbiamo già parlato più da vicino della situazione legata alle startup di questi tempi e approfondiremo sicuramente il contributo che le startup stanno dando in termini di innovazione tecnologica per contrastare l’emergenza

Per approfondimenti leggi anche: CORONAVIRUS: QUALI SCENARI PER LE STARTUP E LE IMPRESE INNOVATIVE?

AUTORE

Gianluca Giordani

Tutte le storie di: Gianluca Giordani

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