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SME Instrument – Horizon 2020: la guida per un progetto di Fase 1.

1024 538 Gianluca Giordani
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Approcci e strategie per scrivere la Fase 1 dello SME Instrument.

UNA GUIDA PER STARTUPPER E INNOVATION MANAGER

Se si effettua una breve ricerca su Google, si viene subito travolti da articoli, file PDF e PPT che spiegano, chi meglio e chi peggio, cosa è il programma Horizon 2020 (#H2020 per gli amici), cosa è lo SME Instrument, quali sono le procedure da seguire per la submission dei progetti, i template, le tempistiche, le sezioni e i numeri di questo programma Europeo di finanziamento all’innovazione.

Tutto molto utile senza ombra di dubbio, ma nella stragrande maggioranza dei casi viene tralasciato un aspetto che ogni Project Manager sa essere fondamentale quando ci si siede davanti al monitor per iniziare a scrivere un progetto: l’APPROCCIO!

Questo è ancora più vero se il progetto in questione è uno SME Instrument – Fase 1.
Infatti nei progetti Horizon – e in particolare nello SME Instrument – la cooperazione tra l’ideatore della tecnologia
oggetto del progetto (startupper o ricercatore che sia) e l’Innovation Manager che lo affianca gioca un ruolo decisivo ai fini della buona riuscita del lavoro.
Uno scienziato da un lato e un esperto in tecnologia e impresa dall’altro: punti di vista a volte differenti, ma che devono necessariamente confluire in un approccio condiviso.

Due “anime” conviventi nella nostra  Teresa Lavecchia – Innovation Manager con Dottorato in Chimica dei Materiali – che in questo nuovo articolo della rubrica #TechTips veste i panni di scienziato e innovation manager per stilare una serie di consigli utili ad approcciare bene un progetto SME Instrument – Fase 1.

Come cantavano anche gli Jarabedepalo: “Da che punto guardi il mondo tutto dipende”!

RICERCATORE: FATTI DELLE DOMANDE, DATTI DELLE RISPOSTE! 🙂

“Se sono uno scienziato e penso di avere tra le mani una tecnologia “Game changing” (sia essa un’idea, un dispositivo da laboratorio che intendo sviluppare, una metodologia nuova per un processo industriale, etc.), devo innanzitutto trovare una risposta ad una serie di domande:

– 1) Quali benefici potrebbe portare la tecnologia che sto sviluppando alla società in cui viviamo?
Potrebbero, per esempio, trarne vantaggio l’ambiente, le persone, o qualche tipo d’industria?

Se rispondo a questi due quesiti ho già messo un bel mattone per costruire il progetto Horizon!
In caso contrario mi prendo tutto il tempo che mi serve per trovare una risposta (scadenze permettendo eh)!

– 2) Qualcuno sta già facendo lo stesso? E se non lo stesso, qualcosa di simile?

Parto con il documentarmi, cerco, esploro. Tra il web e letteratura scientifica, utilizzo tutti gli strumenti a mia disposizione.
Se non trovo niente di analogo, è fantastico! Se trovo qualcosa di simile, non mi scoraggio!
Non possiamo aver fatto in due la stessa identica cosa: cosa ci rende diversi quindi?
Mumble mumble…continuo  ancora!
Questo tipo di approfondimento che in prima lettura, può sembrare buffo, non è superfluo.
Nel gergo si definisce “Competitor Analysis”.
Per i revisori di Horizon 2020, infatti, non è sufficiente la risposta: “Sappiamo che il gruppo di ricerca Tal dei Tali lavora nel nostro campo, ma non sappiamo esattamente cosa stiano facendo”.
L’analisi dei competitor è richiesta con un alto livello di approfondimento e va riportata nero su bianco, per avere una visione nitida del mercato in cui ci si sta muovendo!

IMPORTANTE: concentrasi sui competitor in Europa è fondamentale, come molto importante è andare a vedere cosa stanno “architettando dall’altra parte del mondo! Insomma, una ricerca tra Vecchio e Nuovo continente!

– 2) TRL, test e prototipi!

Definiti i competitor (che, ripeto, è una parte molto importante per il Business Development del progetto) occorre passare a domande più tecniche: i revisori di Horizon sono persone molto “curiose” e vogliono sapere:

  • a che livello di sviluppo è la tecnologia (Technology Readiness Level);
  • se esistono test di laboratorio e che risultati presentano;
  • se essi sono riproducibili e attendibili.

Rispondere a queste domande, per un ricercatore o un dottorando, non dovrebbe essere difficile; se poi ho anche un prototipo, è molto importante riportare i risultati della validazione su campo (se ne sono in possesso).
Dulcis in fundo: quanto tempo mi occorre per portare il prodotto sul mercato? Horizon da un nome a questo percorso: “Milestones” di sviluppo.

INNOVATION MANAGER: ORA TOCCA A TE!

A questo punto la palla passa all’Innovation Manager. Le domande a cui bisognerà dare risposta sono le seguenti:

  • Appurato che ho in mano una tecnologia che soddisfa un bisogno sociale, ambientale o industriale , a quanti end-user potrebbe realmente interessare in Europa e nel mondo?
    Rispondendo a questa domanda si inizia a delineare l’analisi del mercato.
  • Perché i potenziali acquirenti o end-user del mio prodotto dovrebbero preferire la mia soluzione piuttosto che altre?
  • In che relazione sono con i miei acquirenti? Li conosco, devo ancora acquisirli, farò uso di intermediari?
  • Quali canali utilizzerò per vendere i miei prodotti?

Anche se ho ben chiaro il piano d’azione e rispondo in maniera esaustiva a tutte le domande, devo tener conto che ogni nuova idea imprenditoriale porta con sé dubbi ed incertezze; ciò è ancor più vero quando si tratta di impresa innovativa “Deep Tech” come le startup che seguiamo in Day One.
Per questo un buon Innovation Manager in fase di scrittura di un progetto SME Instrument -Horizon 2020 non può prescindere da una dettagliata “Risk analysis”.
A tutela dei rischi e per coerenza con il piano di sviluppo delineato, occorre delineare bene con quali risorse si pensa di poter realizzare quanto illustrato e con essi il nostri sogni imprenditoriali.

Per rendere chiara questa informazione, Horizon 2020 utilizza la locuzione “Financial projections” dove si dovranno indicare i costi che si pensa di sostenere (nonché i ricavi ipotizzati) per un arco temporale di 5 anni. Si farà menzione, in questa sezione, di eventuali finanziamenti, premi o investimenti da parte di terzi come copertura finanziaria dei costi che si pensa di sostenere per la realizzazione del progetto.

FASE 1 SME INSTRUMENT: OLTRE IL PROGETTO, MOLTO ALTRO!

Cimentarsi nella scrittura di una Fase 1 dello SME Instrument è molto più che partecipare a un bando per un finanziamento: è l’inizio di un vero e proprio percorso finalizzato a trasformare la tecnologia in un prodotto, in cui il team di ricerca inizia a pensare concretamente come una startup ed entra in contatto con realtà come Day One. Per noi è una base di partenza per analizzare gli aspetti tecnologici e di mercato nel dettaglio, padroneggiarli e lavorare con gli startupper per il Fundraising e il Business Bevelopment del progetto anche al di fuori del programma Horizon.

Spero che i miei consigli siano stati utili come quelli dei miei colleghi che su #TechTips hanno voluto condividere spunti e consigli frutto della loro esperienza di esperti in tecnologia e impresa in Day One.
Dopo tanta innovazione, non mi resta che augurarvi il classico “In bocca al Lupo”! :)”

AUTORE

Gianluca Giordani

Tutte le storie di: Gianluca Giordani

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